venerdì, 05 Giugno 2020

SPORT - ULTIME NOTIZIE

SPORT

Cosa sarebbe il mondo senza sport? Migliore o peggiore non lo sappiamo, sicuramente sarebbe diverso. Partiamo col dire che lo sport, però, è sempre esistito, almeno dalla Preistoria. Infatti, grazie ad alcune pitture rupestri, sappiamo che gli uomini di allora non erano interessati solo alla sopravvivenza e alla ricerca di cibo, ma che erano alla ricerca anche di attività diverse legate allo svago. Inizialmente, lo sport era legato essenzialmente a cerimonie religiose e rituali, nelle quali venivano fatte delle danze.

Le origini dello sport

Lo sport più diffuso in origine è stato senza dubbio la corsa. Saper correre, infatti, era un elemento necessario e fondamentale per la sopravvivenza, soprattutto durante la caccia. Oltre alla corsa, poi, si sono aggiunti anche i salti e i lanci (che erano utili anche durante le guerre), così come il nuoto, l’equitazione, la lotta. Ognuna di queste discipline era praticata singolarmente e non a livello agonistico: aveva infatti carattere puramente ludico o di intrattenimento. In Medio Oriente, per esempio, gli Ebrei praticavano il tiro con l’arco, così come altri importanti popoli del Mediterraneo erano soliti organizzare vere e proprie gare di lotta fisica, che dovevano mettere in risalto la propria forza e il proprio coraggio, ma che servivano anche a propiziare gli dei. Furono, però, Greci e Egiziani a mettere in atto dei veri e propri sport agonistici, per i quali crearono delle regole precise e che venivano controllate da un arbitro neutro che assegnava la vittoria finale.

La nascita delle Olimpiadi

La storia delle Olimpiadi nasce da una leggenda. Fu Ercole a fondare i giochi sacri di Olimpia, dopo aver superato sette delle sue dodici fatiche e lo fece per ringraziare il padre di tutti gli dei, Zeus. La prima edizione dei giochi, dunque, fu omaggiata dalla presenza di ben due divinità: Apollo e Marte. Ma, nei secoli, questa tradizione “divina” si perse e non fu ripristinata se non nel 776 a.C. da re Ifito. I giochi venivano disputati in una piccola località del Peloponneso, Olimpia, ogni quattro anni e vi partecipavano i più valorosi degli uomini. Il vincitore, infatti, non solo era osannato da tutta la Grecia, ma veniva considerato il più forte uomo del mondo. Alle donne, all’epoca, non era permesso di partecipare, tant’è che gli uomini gareggiavano tutti nudi.

E a Roma?

Gli antichi romani praticavano moltissimi sport, soprattutto quelli che vedevano protagonista lo scontro fisico. La lotta e il pugilato venivano preferite dal pubblico rispetto ai giochi olimpici greci, che comunque venivano praticati, sia pur in maniera più spettacolare che sacrale. La componente violenta del gioco viene esaltata soprattutto dalle gare dei gladiatori, dei veri e propri idoli per il pubblico.

Il Medioevo e la nascita dei giochi con la palla

La nascita dei primi giochi con la palla si deve al periodo del Medioevo. Molte manifestazioni sportive, infatti, prevedevano l’uso della sfera lanciata al centro di un campo con due squadre di giocatori che dovevano contendersela, o con i piedi o con l’uso di un bastone. Da qui la nascita del calcio e poi anche del rugby, nel primo caso, e del tennis, del golf e del baseball nel secondo. Solo in seguito iniziarono a farsi strada anche sport che utilizzavano le mani per spostare la palla, come ad esempio il basket, inizialmente vietati per motivi religiosi o considerati troppo semplici.

Chi ha inventato la parola “sport”?

Se oggi usiamo la parola “sport” lo dobbiamo ad un certo Thomas Arnold. All’inizio del XIX secolo, infatti, fu l’educatore e storico britannico a rilanciare il concetto di “educare divertendo” e a fondare la pedagogia sportiva. Nei secoli precedenti, infatti, Illuminismo e Romanticismo avevano accantonato la cultura sportiva e anche l’attività fisica era stata messa da parte, favorendo ad essa le doti intellettuali. La cura del proprio corpo, così come di conseguenza quella dell’anima, fu uno dei cardini principali dell’avanzare dello sport in epoca più moderna, ma del tutto “umana”, ovvero sviluppata dall’uomo, messa in pratica dall’uomo. Questo, fino all’invenzione dei primi prototipi di veicoli di diverso tipo.

Arrivano i motori: le auto e la Formula 1

Un giorno si sarà in grado di costruire carri in grado di muoversi e di conservare il loro movimento senza essere spinti o tirati da alcun animale“. Le parole di Roger Bacon, illustre filosofo e alchimista del XIII secolo, saranno risuonate come profetiche nella mente di Karl Benz, considerato da tutti l’inventore dell’auto moderna. L’ingegnere tedesco, fondatore dell’omonima casa automobilistica Benz, fu il primo a brevettare a fine ‘800 un motore monocilindrico orizzontale a quattro tempi di circa un litro di cilindrata, che erogava 0,8 cavalli. Con la nascita dell’autovettura a motore, iniziano anche le prime gare automobilistiche. Tra il 1878 e il 1905, infatti, vennero organizzate delle competizioni con percorsi che si svolgevano da città a città (simili a quelle del Rally moderno, ndr). Poi, dal 1906, l’arrivo dei Gran Premi e, intorno al 1920, il primo vero campionato automobilistico con regolamento, chiamato Formula Grand Prix. Il 1948, invece, segna la nascita della denominazione Formula 1, contestualmente a quello di una Formula 2. Nel 1949 ci furono sette Gran Premi, validi per l’assegnazione del trofeo: il primo fu il Gran Premio di Gran Bretagna, nel 1950. In questo stesso anno la FIA organizzò il primo vero Campionato del Mondo Piloti e l’Alfetta, costruita da Enzo Ferrari, dominò su tutte le altre autovetture e vinse tutte le gare di quella stagione. Nel 1951 però, l’Alfa Romeo si ritirò, per i mancati fondi arrivati dallo Stato italiano e così iniziò l’era della Ferrari. Dopo quattro stagioni, in cui il cavallino alternava vittorie inseguita dalla Maserati, arrivò nelle competizioni mondiali anche la Mercedes-Benz. Poi, fu la volta di Lancia e McLaren. Ma i cambiamenti erano solo all’inizio: motore posteriore, alettoni e progressi tecnologici avanzati: furono questi tutti elementi che portarono ad una vera rivoluzione nel mondo della Formula 1.

Dalle auto alle moto: Motomondiale e MotoGP

Nato come Campionato motociclistico d’Europa nel 1948, le due ruote divennero globali solo l’anno successivo:la Federazione Internazionale dei Club Motociclistici, infatti, istituì il Campionato mondiale di motociclette e la prima gara si disputò sul circuito del Tourist Trophy, nell’Isola di Man, il 13 giugno 1949.