Sergio Ramos dice addio al Real Madrid: “Uno dei momenti più difficili della mia vita”

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LaPresse
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SERGIO RAMOS ADDIO REAL MADRID – Dopo 16 anni, Sergio Ramos lascia il Real Madrid. Queste le parole dell’ex capitano dei Blancos rilasciate in conferenza stampa.

Sergio Ramos, addio al Real Madrid

“È arrivato il momento, uno dei più difficili della mia vita. Uno non è mai preparato a dire addio a questo club. Sono arrivato quando ero solo un ragazzino, a 19 anni. Voglio dire grazie in primo luogo alla mia famiglia, che è stata sempre con me nel bene e nel male, ma anche al mio club, al presidente per tutto il suo affetto, ai compagni, agli allenatori, a tutti i lavoratori del Real Madrid”.

Il club come una famiglia

“Questo club per me è una vera famiglia. È inevitabile emozionarmi, sono stato qui 16 anni. Ringrazio ovviamente anche i tifosi, li porterò sempre nel mio cuore e mi sarebbe piaciuto salutarli al Bernabéu. Questi 22 titoli sono stati frutto di grandi sacrifici e professionalità. Si chiude un percorso unico nella mia vita, niente sarà come quello che ho vissuto al Real Madrid. Ora affronterò una nuova sfida con la volontà di dimostrare ancora le mie qualità e di aggiungere qualche titolo al mio palmarès. Questo è solo un arrivederci, perché prima o poi tornerò”.

“Ho accettato il rinnovo, ma mi hanno detto che l’offerta era scaduta”

“È stato un evento veramente emozionante. Ringrazio tutti coloro che mi hanno accompagnato durante questa era della mia carriera, compresi i media. Complimenti e critiche, tutto mi ha permesso di crescere in modi diversi. Ho dato l’anima e la vita per il Real Madrid, voglio che mi ricordiate così. Perché vado via? Sono successe tante cose. La prima cosa che voglio chiarire è che io ho sempre voluto restare al Real Madrid. Il club durante il primo lockdown mi ha offerto il rinnovo, che a causa del Covid è slittato. La proposta era di un anno di contratto con taglio dello stipendio. Il denaro non era il problema, lo erano gli anni di contratto. Volevo tranquillità per me e la mia famiglia. Nelle ultime conversazioni tra le parti ho comunque accettato quella famosa offerta e mi è stato detto che l’offerta non era più valida. Ho saputo che, nonostante avessi accettato, ormai quell’offerta era scaduta”.

“Firmerei ancora per il Real Madrid”

“Tornassi indietro, firmerei ancora per il Real? Assolutamente sì, questa è stata la tappa più bella della mia vita. Ho vinto tantissimi titoli col Real Madrid. C’è stata la possibilità di rinnovare? Ne ho appena parlato, ci sono cose che non si possono accettare. Alla fine avevo accettato l’offerta, ma ormai quella era scaduta. Sono orgoglioso di ciò che ho fatto in questi 16 anni al Real. Abbiamo vinto tanto insieme. Di cosa mi pento? Di niente. Florentino mi ha reso la persona più felice del mondo e io lo ricorderò così. Col tempo ho messo il rancore da parte, ricorderò l’abbraccio di oggi e quest’epoca meravigliosa che ho vissuto al Real. Mi sarebbe tanto piaciuto salutare i tifosi al Bernabéu. Fossi stato io presidente, mi sarei rinnovato? Non lo so, perché non so cosa pensa il presidente. Non so se stia pensando al presente o al futuro. Se fossi presidente, non so proprio cosa farei”.

Sul futuro

“Futuro? In nessun momento ho pensato a un’altra squadra. Sono entrato sul mercato da gennaio e ho ricevuto delle chiamate, ma non ho mai pensato di andarmene dal Real Madrid. Ora cercherò la miglior opzione per me, oggi prendo in considerazione anche il Siviglia. Barça? No secco. Cos’è il Real oggi? Non so quali siano le loro priorità oggi. Cosa mi sono detto con Florentino Perez? Sono riunioni private e per rispetto verso il presidente, il club e me stesso non posso svelare nulla. La scorsa settimana è stato comunicato al mio agente che l’offerta per il rinnovo era scaduta senza che io neanche lo sapessi. Questo mi ha sorpreso, stavamo ancora negoziando. Vado a Parigi o a Manchester? L’importante non è dove, ma con chi. Non so ancora dove giocherò. Gli allenatori avuti? Con Ancelotti ho un grande rapporto, l’ho chiamato per fargli i miei complimenti ma poi non ci siamo più sentiti. Zidane? È il miglior allenatore della storia e anche uno dei migliori della mia carriera, avrà sempre un posto speciale nel mio cuore e farà sempre parte della mia famiglia”.

Sulla Nazionale e Luis Enrique

“Proverò a mostrare il mio valore per tornare a vestire la maglia della Spagna. Mi rende triste non essere all’Europeo, ma lotterò per ritrovare il mio livello migliore”.