Sarrismo, pizza e sigarette: tutta la scaramanzia di ‘Mister 33’

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SARRI JUVENTUS – “Ho scelto come unico mestiere quello che avrei fatto anche gratis”. Inizia per gioco e per passione, a partire dal calcio dilettantistico, la straordinaria quanto singolare storia di Sarri. Alto, magro, guance incavate, Maurizio per gli amici è il “Secco” e la sua vicenda di bancario per professione che lascia tutto per l’Eccellenza incanta lo sberluccicante ed opulento mondo del pallone. Amante della lettura e di Bukowski, non ha mai condiviso la passione con il papà ciclista, ma quella politica del nonno partigiano sì.

NERO E’ BELLO –Audentes fortuna iuvat”, e Sarri lo sa bene. Lui che, oltretutto, è anche notoriamente scaramantico. In passato era solito presentarsi in panchina vestito di scuro, perché nero è bello. Non come il motto di M.L.King, anche se Maurizio è davvero convinto della natura portafortuna del colore. O viceversa. Un suo ex giocatore, Nicolè Pratesi ricorda: “Un giorno non arrivava agli allenamenti. Quando lo chiamammo, ci disse che era in macchina fermo perché gli aveva attraversato un gatto nero e avrebbe dovuto aspettare per forza che passasse un’altra macchina prima di lui”. Addirittura, ieri per il suo arrivo a Torino ha indossato gli stessi abiti di quando incontrò De Laurentiis per firmare il suo contratto con il Napoli. Più scaramanzia di questa…

SMETTO QUANDO VOGLIO – Clint Eastwood, Camilleri e… Maurizio Sarri. Il tecnico della Juventus è senza dubbio un fumatore incallito. Curiosa è la stima fatta da un sito web inglese sui ‘costi’ annui: il toscano fumerebbe qualcosa come 80 sigarette al giorno, una ogni 12 minuti. La cifra totale spesa in un anno sarebbe pari a 29mila euro. Qualche suo ex giocatore in Eccellenza ricorda: “Quando entravamo nello spogliatoio c’era sempre un nuvolone di fumo! Una volta, durante un ritiro, a tavola scambiò la sigaretta per una forchetta”.

MISTER 33 – Quando allenava il Sansovino, è stato soprannominato Mister 33. Scelta bizzarra, quanto azzeccata di un giornalista che aveva annotato i tanti schemi su calcio d’angolo creati da Sarri, esattamente 33. Un perfezionista che, a detta di molti ex giocatori, sapeva tutto di tutti gli avversari, persino di quelli che non giocavano davvero mai: “A volte ci diceva dove era stato visto la sera prima un giocatore piuttosto che un altro”. E poi, la fissa sulle scarpe: “Aveva vietato a tutti le scarpe bianche, chi non usava le nere altre finiva in panchina. C’era gente che dipingeva scarpini nuovi di nero per convincere il mister”.

DE GUSTIBUS… Sarri è nato a Napoli e, come ogni napoletano che si rispetti, ci tiene alle tradizioni. Infatti, mentre c’è chi non concede nessuno sgarro ai propri giocatori, il ‘Sarrismo’ prevede una regola ferrea: mangiare la pizza dopo la partita. Durante l’avventura a Empoli, il tecnico era diventato celebre perché dopo la fine di ogni gara permetteva ai giocatori di mangiarne una. Ed ora, con cosa scambierà il piatto campano in quel di Torino? Sarà vitello tonnato o gianduiotto? La bagna cauda no perché, come affermò lui stesso in un’intervista, anche l’allenatore è un po’ come il pesce…dopo qualche tempo puzza”.