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PRADE FIORENTINA CALCIOMERCATO – Il calciomercato è terminato e la Fiorentina è stata una di quelle società che ha cercato di accendere i sogni dei tifosi con alcuni acquisti. Uno di questi è senza dubbio quello di Ribery, arrivato da svincolato ma corteggiato anche da altre società. Il direttore sportivo del Club viola, Daniele Pradè, ha parlato in conferenza stampa alla fine della finestra di mercato: “Sono qua per prendermi le responsabilità, nel bene e nel male, in quanto uomo mercato. Avevo chiesto pazienza, ora chiedo comprensione. Abbiamo deciso di lavorare su questi giovani, sono delle piantine che vanno annaffiate e fatte crescere”.

Il saldo del mercato

“È 5 milioni in passivo, considerando tutto. Il presidente mi ha dato carta bianca col budget, avevo una cifra molto più alta. Ma spendere tanto per spendere non serve. C’è il mercato di gennaio e c’è un anno di transizione sportiva da portare avanti. Operazioni che mi hanno deluso? Nessuna, siamo stati chiari. All’inizio abbiamo detto che Chiesa non era in vendita e alla fine è rimasto. E le altre società hanno fatto lo stesso. Udinese e Sassuolo sono società solide, Politano e Suso non erano in vendita per Inter e Milan. L’unico che abbiamo lasciato andare è Raphinha per un discorso di costi, poi abbiamo scelto fra Ghezzal e Oudin, il primo ci dava caratteristiche che non avevamo”.

Capitolo cessioni

“Siamo tanti, effettivamente. Gli unici che non rientravano nel nostro progetto iniziale erano Eysseric, Dabo e Thereau, mentre Cristoforo era in dubbio. Ci siamo incontrati e abbiamo parlato, non dimentichiamoci che il presidente ha sempre confermato tutti. Quelli che ho detto saranno reintegrati e faranno parte della rosa, poi spetterà a Montella fare valutazioni. Il tecnico, anche per quanto mi riguarda, ha tutta la fiducia del mondo anche perché non ha mai lavorato con un gruppo formato. Le prime operazioni le abbiamo fatte a metà luglio, siamo sempre stati col cartello ‘lavori in corso’. Ora Montella deve costruire il puzzle perché la squadra è coperta in ogni reparto, possiamo fare tanti moduli, abbiamo fatto investimenti importanti e con margini come Lirola e Pedro”.

Nainggolan e De Rossi

“Nainggolan è stata più una notizia mediatica, è uscito tutto in un giorno ma è giusto che sia andato a Cagliari. De Rossi è come un fratellino, la scelta che ha fatto dimostra una volta di più il calciatore e l’uomo che è. Quindi non ho delusioni”.

L’acquisto di Pedro

“L’operazione partiva da 20 milioni, l’abbiamo preso a cifre più basse. Poi abbiamo completato la difesa con Caceres e Dalbert, trattenuto Ceccherini e preso l’esterno sinistro”.

Voto al mercato

“Quando ci siamo seduti avevamo talmente tanti calciatori che non ci stavamo capendo più niente. Poi nella tournée americana abbiamo capito che sui nostri giovani potevamo puntare. Posso dire che sono soddisfatto all’80%, avrei voluto fare un colpo per il presidente che me lo chiedeva e questa è una cosa strana, solitamente se il presidente mette soldi il ds li spende tutti. Ma in generale sono soddisfatto, è l’inizio di un percorso”.

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