Milan, le verità di Fassone: “Bonucci fu un errore e su Mr Li…”

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MILAN FASSONE – Ora ci sono Boban e Maldini, prima al Milan c’erano Mirabelli (diesse) e Fassone (AD). Quest’ultimo, dopo aver lasciato il club rossonero, torna a parlare per la prima volta e lo fa ai microfoni di Sportitalia. Tanti gli argomenti trattati: dal mercato a Mr. Li, passando per la nuova gestione del club e arrivando agli errori commessi nella breve parantesi da Ceo.

Dall’innamoramento nel progetto Milan alle difficoltà comunicative con Li e gli errori sul mercato

Il racconto di Fassone non può che iniziare da chi il Milan lo comprò da Berlusconi. Stiamo parlando di Mr. Li. “All’inizio c’era grande entusiasmo, ma strada facendo sono emerse le prime difficoltà” dice l’ex ad. Poi si sofferma su quello che a suo avviso fu il primo grande problema della proprietà cinese. “Credo che ai tempi non si fosse reso conto di quanto fosse complicato ripagare il debito contratto per acquistare il club” spiega Fassone. Ora con Mr. Li non c’è più rapporto: “Non lo sento da quando abbiamo venduto”. Qualche errore, per stessa ammissione del dirigente, è stato commesso anche in sede di mercato. “A posteriori posso ammettere di aver sbagliato a prendere Bonucci dalla Juve”. C’era un budget da 70 milioni per la punta, ma il management del Milan preferì il difensore bianconero.

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Gli aneddoti svelati nel corso dell’intervista, però, sono tanti. Uno riguarda anche Cristano Ronaldo, grande pallino di Mr. Li. “Era una fissazione: lo voleva a tutti i costi e insisteva. Ne abbiamo parlato con Mendes, ma l’operazione non era sostenibile e abbiamo rinunciato” ammette Fassone. Adesso aspetta una nuova avventura dopo aver lavorato anche nel Napoli, nella Juventus e nell’Inter. Sul Milan di oggi, invece, è abbastanza schietto: “E’ mancata la continuità in questi ultimi anni. Così si riparte sempre da zero e non è facile”. Un’ultima frecciata è dedicata alla cessione di Cutrone: “Mi sembra abbiano incassato un po’ poco per un attaccante così giovane e con il suo score”. Ora la palla passa a Maldini e Boban, a loro l’arduo compito di far ricredere chi li ha preceduti.