Messi: “Non so se andrò via dal Barcellona. L’addio di Suarez? Folle quello che gli hanno fatto”

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LaPresse
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MESSI INTERVISTA LA SEXTA BARCELLONA ADDIO – Queste le parole di Lionel Messi, intervistato da La Sexta, in cui ha parlato del suo futuro, degli ex compagni di squadra, del Barcellona e di Cristiano Ronaldo.

L’intervista di Lionel Messi a La Sexta

“Non ho nulla di chiaro in testa, aspetterò la fine della stagione. L’importante è pensare alla squadra, a terminare bene l’anno, pensare a raggiungere nuovi trofei senza farmi distrarre da nulla. So che ci sono molte persone del Barça che ancora mi amano, che vogliono che continui nel club, so anche che ci sono altre persone che hanno cambiato idea dopo quello che è successo (in estate, ndr). Ma farò ciò che è meglio per il club e per me. Non so se me ne andrò, ma se lo facessi, vorrei andarmene nel miglior modo possibile e poter tornare nel club in futuro. Il Barcellona è molto più grande di qualsiasi giocatore. Non andrei mai né al Real Madrid né all’Atletico“. 

L’invio del burofax

“Sì, se tornassi indietro invierei di nuovo il burofax. Era un modo per formalizzare la mia richiesta e renderla ufficiale. Negli ultimi sei mesi avevo detto molte volte al presidente che volevo andare via, ma lui rifiutava sempre. Il burofax era il modo per ufficializzarlo”.

Gli Usa e il futuro da direttore sportivo

“Ho sempre detto che un giorno mi piacerebbe vivere un’esperienza negli Stati Uniti, di vivere quella lega e quella vita, ma poi se succederà o no non ne ho idea. Non so cosa succederà, sono concentrato solo sul finire bene questi sei mesi. Quando chiuderò la carriera come calciatore? Non ci ho pensato, ma mi piacerebbe fare qualcosa legato al calcio. Non mi vedo come un allenatore, forse come un direttore sportivo”.

Sul suo amore per il Barcellona

“L’ho sempre detto, il Barcellona è la mia vita. Sono qui da quando avevo 13 anni, vivo da più tempo a Barcellona che in Argentina. Qui ho imparato tutto, e sono cresciuto come uomo e come calciatore. A fine stagione ho avuto un brutto momento. So che la squadra sta attraversando un periodo complicato. Sto bene e ho voglia di lottare. Estate 2020? Era arrivato un momento in cui pensavo di aver completato un ciclo, in cui avevo bisogno di un cambiamento. Ho fatto quello che sentivo di dover fare in quel momento. È stata una decisione terribile, non è stato facile decidere che stavo lasciando il club della mia vita”.

Su Suarez, Neymar e Guardiola

“Mi è sembrato folle quello che hanno fatto con Suarez. Per come sono state fatte le cose, per come se n’è andato, gratis, cedendolo ad una squadra rivale. Allenatori? Guardiola per me è il migliore. Ha qualcosa di speciale. Ti fa vedere le cose in un certo modo. Pensavo che con lui sapessi tutto, poi è arrivato Luis Enrique, che mi ha insegnato ancora di più nei piccoli dettagli. Ho avuto la sfortuna, tra virgolette, di aver passato molto tempo coi due migliori. Neymar? Non ha detto ‘giocheremo’, ha detto ‘mi piacerebbe giocare'”.

Sugli atleti che preferisce, Cristiano Ronaldo e la Playstation

“Atleti che ammiro? Rafa Nadal, Federer, LeBron. In tutti gli sport c’è un atleta che si distingue ed è ammirevole per quello che fa quotidianamente, come Cristiano nel calcio. Se gioco alla Playstation? Non tanto, un po’ coi miei figli. Amo passare il tempo con loro. A volte vorrei rimanere anonimo così da poter andare al cinema o al ristorante senza che nessuno se ne accorga”.

Stadi a porte chiuse, psicologo e politica

“Stadi a porte chiuse? È orribile, una strana sensazione, uscire in uno stadio così grande e vedere che non c’è nessuno, è tutto molto freddo. Psicologo? Forse dovrei andarci ma non l’ho mai fatto. Sono di destra o di sinistra? Non mi piace parlare di politica”. 

L’INTERVISTA VIDEO ORIGINALE