Inter, Zanetti: “La Super League è stata un errore. E dagli errori bisogna imparare”

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LaPresse
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ZANETTI INTER SUPER LEAGUE – Queste le parole del vicepresidente dell’Inter, Javier Zanetti, intervistato da La Nacion.

Inter, le parole del vicepresidente Javier Zanetti

“Ho lasciato alle spalle la mia visione da giocatore, ma i nervi e la tensione ci sono sempre anche perché dall’esterno sai che non puoi fare nulla. E tu soffri, ovviamente, soffri molto di più. Le sensazioni sono inevitabilmente diverse. Ma la soddisfazione è la stessa, anche se ora la gioia passa dall’altra parte: l’orgoglio di vedere come è cresciuta questa squadra in questi due anni, nonostante le tante battute d’arresto. Questo progetto è iniziato con Conte due anni fa. E dal suo arrivo sono stato molto più vicino alla squadra. All’inizio quando comunque già ricoprivo il mio ruolo da vice presidente, mi sono dedicato di più ad altre cose. Non che non fossi vicino alla zona sportiva, ma mi dedicavo anche ad altri campi. Ho vissuto questo processo da quando è nato ed è una grande soddisfazione vedere i frutti di tutto questo lavoro. Passando anche attraverso momenti amari che, attenzione, sono fondamentali per crescere, maturare e migliorare. E questo gruppo doveva superare quelle fasi negative per prepararsi a vincere, per imparare a vincere”.

La differenza tra Conte e gli altri allenatori

“Principalmente, nella cultura del lavoro. È instancabile. E poi la sua mentalità ha reso un gruppo di giocatori, molti dei quali giovani, consapevoli di poter vincere. Insisteva, soprattutto nelle avversità, a credere in un lavoro. Quell’unico lavoro sarebbe servito come backup. Quando non viene fuori nulla, se c’è un lavoro in background, quel lavoro è quello che può salvarti. Da quando è arrivato non c’è stato giorno in cui non abbia pensato a come migliorare la squadra. I suoi meriti vanno anche oltre la vittoria del titolo dopo un decennio e il taglio della striscia positiva della Juve. È stato anche responsabile della valorizzazione dei giocatori, del riposizionamento del club. Ha convinto il gruppo a seguirlo”.

Su Conte ex Juventus

“Penso che al tifoso della Juve non piaccia che abbia portato l’Inter a vincere un titolo. Il tifoso nerazzurro, all’inizio, sicuramente lo aveva un po’ studiato, ma credo si sia subito reso conto, dal modo di lavorare di Antonio, che l’uomo si sarebbe impegnato completamente. Al di là del fatto che Antonio ha giocato tanto per la Juventus, da quando è arrivato all’Inter, non è passato giorno senza pensare al 100% su come migliorare la squadra. Qui (a Milano, ndr) si dice che “ha sostenuto la causa”, ha abbracciato la sfida, ha accettato questa sfida come un uomo interista al 100%”.

La chiave della stagione dell’Inter

“La chiave è stata che l’establishment non ha mai smesso di crederci. Anche dopo l’eliminazione dalla Champions League. L’abbiamo affrontata bene, ma nelle due partite con lo Shakhtar Donetsk abbiamo sbagliato sotto porta, perché entrambe le volte abbiamo pareggiato 0-0. Ma il gruppo non si è scoraggiato, si è rafforzato e ha detto “ora puntiamo tutto al campionato”. E non è stato facile in quel momento, eravamo secondi o terzi, il Milan era fortissimo … ma la squadra si è rafforzata”.

Sulla Super League

“E’ durato così poco. La risposta è stata data dal tifoso di calcio. E non solo i tifosi dei 12 club fondatori, ma tutti gli appassionati di calcio. È stato un errore e bisogna imparare dagli errori. Questo è stato un errore, senza dubbio, ma sicuramente aiuterà la FIFA, la UEFA e tutte le principali organizzazioni calcistiche, insieme ai club, a riunirsi e cercare di trovare soluzioni per migliorare il calcio”.

Sul nuovo logo

“Si sono dette molte cose, ma il nome non è cambiato. Puoi innovare perché non devi ignorare che il mondo sta cambiando. Ma da dove non puoi allontanarti è la tradizione, quello che non puoi mai dimenticare è la tua storia. Non puoi permettere che il passato scompaia. Tutto è accettato tranne quello. La tua identità e i tuoi valori non possono mai essere persi”.