Fiorentina, Commisso: “Super League? Comportamento irrispettoso dei 12 club”

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LaPresse
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COMMISSO SUPER LEAGUE INTERVISTA – Queste le parole del presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, ai canali ufficiali del club viola.

Fiorentina, l’intervista al presidente Rocco Commisso: sulla Super League

“Tutti mi chiedono di parlare di questo ma il discorso l’ho fatto quando ero ancora in America. Sono scappato dagli Stati Uniti perché mi piace il calcio com’è qui, con promozioni e retrocessioni. Non è giusto un sistema chiuso, serve meritocrazia, cosa che in America non esiste. Lì le squadre non vanno in fallimento come qui ma a questo devono pensare gli imprenditori. Comportamento irrispettoso da parte dei 12 Club Fondatori? Assolutamente sì, sono venuto qui rispettando le regole e il sistema calcio europeo. Se le cose cambiano dopo due anni, dopo che ho investito tanti soldi, non va bene né a me né ai tifosi né alla Fiorentina. Io sono venuto in Italia perché mi piace questo calcio. Oggi sto soffrendo, nonostante abbia messo tanti soldi. Sono nato in Italia e voglio che il calcio italiano rimanga come l’ho vissuto da bambino”.

Super League, cosa non è piaciuto

“Ho fatto tanti progetti nelle mie aziende ma non è mai capitato che qualcosa naufragasse dopo 48 ore: niente è stato progettato nel modo giusto. Non capisco come sia possibile che non abbiano chiesto il parere dei tifosi. Poi, perché i club di Serie A non hanno interpellato gli altri? Siamo tutti soci della Lega Serie A. Juve, Inter e Milan sono le società più grandi in Italia, molto più di noi. Non gli bastano i soldi che prendono? Vogliono indebolire il sistema calcio in Europa?”.

Sulle possibili sanzioni per Juventus, Milan e Inter

“Dobbiamo avere la certezza che una cosa del genere non accada più. Siamo soci in Lega, sul campo siamo nemici ma fuori no”.

Sulla posizione della FIFA sulla Super League

“Sì, è stata una sorpresa per me. Essendo un regolatore mondiale deve applicare le stesse regole per tutti. Non capisco come la FIFA possa dire una cosa in Europa e un’altra in America, da oggi devono essere applicate le stesse regole per tutti, in ogni continente del mondo”.

Sulla richiesta di dimissioni di Dal Pino come presidente della Lega Serie A

“Io, come Fiorentina, non voglio avere un altro socio in private equity, e forse sono uno dei pochi che ha trattato con questa gente. Il mio più grande successo con Mediacom è che ho rifiutato tanti soldi da esterni. Da 25 anni ho questa azienda e non penso che la soluzione sia far entrare i fondi di private equity, altrimenti il rischio è che siano loro a decidere sulla Serie A in futuro. Questo non va bene”.

Sulla situazione in Lega Calcio

“Mi hanno raccontato mio figlio e Joe Barone che l’ultima riunione è stata fatta con 3 ore di litigi e 10 minuti di discorsi seri sul business. Non ho tempo per queste cose”.

Il calcio europeo deve prendere qualcosa dallo sport americano

“Sì, per prima cosa il Salary Cap. Non si può spendere così tanti soldi per gli stipendi e penso che questo farebbe comodo a tutti. Poi dobbiamo lavorare anche sulle commissioni ai procuratori: non per quello che prendono, non voglio offenderli assolutamente, ma deve esserci una percentuale fissa, in modo da non dover negoziare con gli agenti per portare a termine un affare”.