Fifa, Infantino: “Un miliardo di euro per il calcio femminile. Il Var? Ho cambiato idea”. Poi sul razzismo nel calcio…

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INFANTINO VAR CALCIO FEMMINILE FIFA – Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha presenziato al Festival dello Sport a Trento. Durante l’evento, ha parlato del Calcio femminile, del Var e del razzismo nel calcio.

Gianni Infantino sul calcio femminile

“Ormai è una vera realtà e molti se ne sono accorti solo adesso. Abbiamo visto bellissime partite e vissuto emozioni incredibili a questo Mondiale. Dobbiamo smettere di paragonare il calcio femminile al calcio maschile, considerando magari il primo una copia sbiadita del secondo. Consideriamolo, piuttosto, un bellissimo sport, appassionante. Come Fifa vogliamo investire un miliardo nei prossimi quattro anni nel calcio femminile”.

Le parole del presidente della Fifa sul Var

“Il calcio grazie alla Var è più bello, più giusto, più pulito. Ero scettico, ma quando sono diventato presidente della Fifa mi sono detto ‘perché non provare?’ E oggi possiamo dire che la Var sposta. Dobbiamo renderci conto che il lavoro dell’arbitro è difficilissimo, questi sono degli eroi e poterli aiutare concretamente è una bella cosa”.

Mondiale a 48 squadre, il pensiero di Infantino

“Il Mondiale è un evento sociale incredibile, tutto il mondo in qualche modo si ferma. L’andare a 48 squadre è una conseguenza della globalizzazione e per essere globali nel calcio bisogna includere. Si parla di qualità, si teme che apriremo a squadre non eccellenti, ma sono pur sempre 48 squadre su 211 Paesi. Nel 2018 l’Italia non c’era, l’Olanda non c’era, gli Stati Uniti non c’erano: si tratta di Paesi che esprimono grande qualità e che non hanno potuto partecipare. Per questo la nostra responsabilità è aprire il Mondiale e renderlo più partecipativo”.

Razzismo: la posizione del presidente della Fifa

“Bisogna condannalo in razzismo in tutte le sue forme, parlare e affrontare il problema. Va fatta educazione e formazione. Interrompere o abbandonare il campo se necessario. Il razzismo è un problema non solo italiano ma anche italiano. Oggi è facile identificare i tifosi e quindi dico che chi sbaglia deve essere subito individuato e allontanato, con conseguenze anche penali. Il razzismo non è nel nostro DNA, dimostriamolo”.