Fabio Cannavaro: “Pirlo? Non è colpa sua se i giocatori sbagliano. Il calcio italiano è uno dei peggiori”

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LaPresse
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CANNAVARO JUVENTUS NAPOLI INTERVISTA – Queste le parole di Fabio Cannavaro, ex difensore di Juventus, Napoli e della Nazionale italiana, intervistato da La Gazzetta dello Sport.

L’intervista a Fabio Cannavaro: su Pirlo

“È presto per valutare un allenatore come Pirlo, è solamente la prima stagione. Quando la Juventus lo ha scelto erano consapevoli della mancata esperienza e anche loro sanno che ci vuole tempo per imbastire un nuovo progetto. Il campionato di per sé è ancora lungo, 30 punti sono tanti. Non dimentichiamoci che ha lanciato molti giovani quest’anno, successivamente gestire uno spogliatoio così difficile non è una passeggiata per nessuno. Alcune cose sono sbagliate, ma l’errore è umano. Pirlo ha preso molte critiche, qualcuna anche esagerata, il tecnico è un patrimonio che va custodito. Se i bianconeri non dovessero riscattarlo farebbero un grande errore. Non è colpa di Andrea se i giocatori sbagliano in campo e fuori”.

Sul match tra Juventus e Napoli

“Sono convinto che sarà una bella partita. Entrambe le squadre vogliono vincere, sarà una sfida con momenti diversi, vincerà chi leggerà meglio il match. Il Napoli ci arriva più in fiducia, non devono commettere l’errore che hanno fatto in Supercoppa. Rispetto alle gare gare di sabato ci sarà voglia di rifarsi per le due difese. Il Napoli riavrà Koulibaly. Sono convinto che alla fine la differenza la faranno le giocate dei calciatori offensivi di maggiore qualità”.

Su Cristiano Ronaldo

“Giusto pensare di gestire un giocatore che ha 35 anni. Ma se poi su 25 partite segna 24 gol allora bisogna star zitti. I dati mostrano che sia un fuoriclasse, questo bisogna dirlo. La difesa del Napoli dovrà stare molto attenta”.

Sul calcio italiano

“Dispiace, ma il nostro movimento è diventato fra i peggiori d’Europa. Persino l’Mls americana è meglio organizzata, per infrastrutture. E poi anche le scelte societarie di prendere giocatori a fine carriera e investire poco sui giovani. Il gioco si è impoverito e il campionato diventa meno affascinante, anche se noi siamo convinti di essere tatticamente i più bravi. Però degli elementi che fanno sperare in una rinascita nonostante tutto ci sono. Sul piano del gioco abbiamo una bella Nazionale, moderna per concetti di gioco. Capace di proporsi senza mai aver paura. Ancora hanno fatto solo gare di qualificazione, ma sono convinto che potranno essere protagonisti nell’Europeo e al Mondiale. Poi, sotto l’aspetto organizzativo, sto facendo un Master organizzato dalla Fifa. Nei giorni scorsi ho seguito con attenzione la lezione dell’ad del Milan, Ivan Gazidis. Spiegava che, paradossalmente, il calcio italiano è rimasto talmente indietro da avere i maggiori margini di crescita. E sono d’accordo, le nuove proprietà straniere stanno investendo per questo motivo”.