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LaPresse
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ESCLUSIVA ROBERTO MAIDA ROMA INTERVISTA – La Roma ha iniziato la stagione nel migliore dei modi: terzo posto in classifica e imbattibilità sia in Serie A che in Europa League. Per analizzare questo primo periodo, caratterizzato anche dall’era Friedkin, la redazione de Il Salotto del Calcio ha intervistato in esclusiva Roberto Maida, giornalista del Corriere dello Sport e conduttore de “Il Tribunale delle romane”.

Esclusiva, l’intervista a Roberto Maida: sul nuovo presidente della Roma: aspettative-realtà

“Il nuovo corso si va ad incastrare in un periodo non semplice e non solo per il Covid, ma anche per la situazione debitoria e gestionale che ha ereditato la famiglia Friedkin. 204 milioni di perdite e l’indebitamento oltre i livelli di guardia sono un problema. Però io credo che l’inizio sia stato molto positivo e concreto. Sia con la scelta di confermare quasi in blocco la squadra dello scorso anno, con qualche ritocco, sia con la prospettiva di agire per gradi e con un progetto di medio lungo periodo. Questa proprietà sembra avere le idee chiare sui margini di crescita che ha questo club”.

Stagione 2020-21: la classifica attuale dice Champions League. Dove può arrivare la Roma?

“La classifica, visto che non ci sono stati scontri diretti, dice terzo posto al momento. È una classifica da zona Champions e la Roma deve puntare a questo obiettivo. Non sono tra quelli che pensano che anche in questo campionato pazzo la Roma possa giocare per lo scudetto. Come dice Fonseca, sarebbe già un ottimo traguardo riuscire a mettersi dietro delle avversarie come Atalanta, Lazio, Milan. Considerando che, a mio avviso, Napoli, Inter e Juventus hanno qualcosa in più. Però, è chiaro che in questo momento, insieme al Sassuolo, l’unica squadra imbattuta. La Roma, infatti, non ha perso alcuna partita tra campionato e Coppe e quindi è lecito che un tifoso possa sognare”.

Capitolo calciomercato. Quali sono i giocatori che ti aspetti possano partire e quali invece gli innesti che la società dovrebbe fare già in questa sessione invernale?

“Il mercato sarà sicuramente un mercato intelligente, oculato, che parte dal presupposto di voler sicuramente liberare dei posti. Fazio, Juan Jesus, Pastore e Bruno Peres sono i quattro giocatori che la Roma vorrebbe far partire per sgravare il monte ingaggi che comunque è ancora molto importante. La Roma cerca un terzino destro, infatti adesso si parla di Mazraoui dell’Ajax e probabilmente anche un attaccante che integri il reparto. Il ritorno di El Shaarawy è una possibilità concreta. Anche se eventuali progressi nel recupero di Zaniolo, che potrebbe essere pronto prima della fine della stagione, possono anche suggerire di aspettare prima di fare innesti. Ma io credo che Zaniolo non tornerà prima di aprile-maggio. Quindi un giocatore offensivo alla Roma farebbe comodo, più di un centravanti perché sappiamo che Milik resta un obiettivo. Ma, finché c’è Dzeko, non penso che la Roma potrà o vorrà investire su di lui”.

Fonseca, in molti hanno puntato il dito contro di lui, facendo i nomi di possibili successori. Secondo te resterà alla Roma?

Fonseca è stato criticato ben oltre i suoi stessi demeriti, soprattutto da dentro la Roma, non tanto da fuori. È la dirigenza della Roma, la dirigenza italiana che lo ha messo in discussione. Poi, da quando è arrivato Friedkin, non è cambiato quasi nulla. A parte la risoluzione consensuale con Baldissoni e l’interno della società sta ancora cercando un direttore sportivo. Non c’è mai stata, quindi, la reale idea di mandar via l’allenatore. A questo punto sono i risultati che possono rafforzarne la posizione. Addirittura c’è chi, esagerando, prefigura un rinnovo contrattuale. Io non credo che sia questo il momento. Fonseca ha ancora un’opzione di rinnovo per il prossimo anno. Quindi, teoricamente, alla fine di questo biennio, a giugno 2021, si potrà procedere per un terzo anno. Su questo io non mi sbilancio. Perché è appena iniziata la stagione e gli umori cambiano velocemente, ma in questo momento la posizione di Fonseca è più solida”.

Covid-19 e il caos-tamponi legato alla Lazio. La tua opinione

“Senza addentrarmi nel discorso tecnico e virologico del problema, ho la sensazione che l’errore sia determinato dalla base. C’è un regolamento che non obbliga le società di calcio a fare riferimento ad un unico laboratorio di analisi. Questo, ovviamente, consente ai singoli presidenti, ai singoli club di rivolgersi ai medici che preferiscono. Di questo virus si sa ancora relativamente poco, anche se si parla già di un vaccino, e questo può creare delle evidenti differenze tra chi valuta positivà contagiosa e chi valuta positività non contagiosa tra gli asintomatici. Quindi, non saprei dire se la Lazio ha sbagliato, c’è un’indagine in corso quindi non mi permetto di entrarci. Però, credo che la soluzione debba essere quella di stabilire un unico centro di analisi, dove tutte le società devono portare i loro giocatori ad esaminare le eventuali positività”.

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