Editoriale di Enrico Maida – E se la Juve avesse bisogno di perdere?

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EDITORIALE – Adesso vi dirò una cosa che può apparire stravagante e che vi farà sospettare le conseguenze di un colpo di sole: la Juve ha un disperato bisogno di perdere. Non è qualcosa di razionale e dunque è difficile da spiegare. Diciamo che otto scudetti consecutivi logorano anche un cammello. Che bisogna cambiare l’allenatore che non sa perdere, a parte qualche scivolone europeo. Che si debba cambiare la posizione di Cristiano Ronaldo. Che si voglia strappare Lukaku all’Inter liberandosi di Higuain. Che si decida su due piedi di chiudere con Dybala, teoricamente fuoriclasse. D’altra parte mi metto nei panni dei tifosi: che gusto c’è a vincere sempre? Quando tutti i desideri vengono appagati subentra quel senso di assuefazione che ti porta alle soglie della malinconia. Per questo la Juve è costretta ad alzare sempre di più il tiro con operazioni di mercato sempre più ardite e onerose nella speranza inconscia di fare il botto. Quale è stato uno dei momenti più sublimi della storia bianconera? Non c’è dubbio, la retrocessione in Serie B per le spericolate manovre del commendator Moggi, accusato di barare per poi essere parzialmente rivalutato dalla storia: lui qualche briciola alle avversarie le lasciava sempre. Perdere, cari amici, dà un senso di sollievo che solo chi è stato da una vita dalla parte sbagliata può apprezzare fino in fondo.

Enrico Maida