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EDITORIALE ENRICO MAIDA – Non avrei mai creduto di riascoltare dopo più di un trentennio la frase slogan “il calcio non è uno sport per signorine”. Eppure queste sono le parole che segnano la prima domenica di ottobre scavalcando i tumulti emotivi di San Siro dove una splendida Signora (altro che signorina) si è riappropriata del campionato e della filosofia sarriana: 24 passaggi rasoterra per arrivare al gol di Higuain sono un inno al tecnico della Juve che qualcuno definiva una riedizione di Maifredi. Le signorine in questione sono state chiamate in causa dal direttore sportivo della Roma Petrachi per protestare contro l’arbitro Massa, colpevole di avere privato la Roma di una meritata vittoria sul Cagliari annullando nel finale il gol di Kalinic per una spinta al difensore Pisacane. Questa affermazione, ribadita tra l’altro in un collegamento con la Rai che ospitava la c.t. della nazionale femminile Bertolini, si accoppia spontaneamente all’insinuazione tipica del calcio d’antan “forse diamo fastidio a qualcuno”. E a chi, di grazia, darebbe fastidio la Roma di James Pallotta, che da Boston ogni tanto tira giù qualche improperio tanto per affermare la sua esistenza? Quale complotto internazionale avrebbe spinto l’arbitro Massa a favorire il Cagliari, espressione, come è noto, dei famigerati poteri forti? Purtroppo anche Fonseca si è sentito un po’ Zorro, per non dire del suo assistente che faceva di tutto e di più per farsi cacciare. Al buon Petrachi vorrei suggerire di esercitarsi in un piccolo ragionamento: a parti invertite, cioè se la Roma avesse preso un gol viziato come quello di Kalinic, cosa avrebbe sostenuto il buon direttore sportivo? In quel caso il calcio sarebbe stato uno sport per signorine. Come in effetti è in tutto il mondo evoluto dove le partite di calcio femminile sono sempre più seguite.

Enrico Maida

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