Dybala, per il Psg tutto dipende dall’affare Neymar. Ma è no all’Inter

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DYBALA PSG NEYMAR INTER – La Juventus non vuole andare allo scontro come l’Inter con Icardi per Dybala. L’argentino, come riporta La Gazzetta dello Sport, è ancora in attesa delle novità sul futuro. I francesi restano in pole position, con Leonardo che avrebbe già chiamato Paratici. Prima, però, c’è il futuro Neymar da risolvere.

Dybala, tutto dipende dall’affare Psg-Neymar

Per la Juventus Dybala è un patrimonio da tutelare. Paulo è stato subito convocato anche per l’amichevole di oggi con l’Atletico, e questo dimostra che non ci saranno guerre come quella tra l’Inter e Mauro Icardi. Il Psg resta la squadra che ha più possibilità di acquistarlo, ma tutto è subordinato alla cessione di Neymar. Nei giorni scorsi si è parlato di un contatto tra Paulo e Leonardo, con l’offerta sul tavolo: uno stipendio da 12 milioni di euro.

Dybala-Psg, le cifre dell’affare

Secondo quanto riporta il ‘Daily Mail’, Leonardo avrebbe contattato Dybala formulando una proposta d’ingaggio da capogiro pari a 12 milioni netti. L’ex dirigente del Milan avrebbe messo sul piatto un contratto di cinque anni. Prima occorre che il Psg accetti di versare alla Juventus gli 80 milioni che i bianconeri hanno indicato come valutazione di Dybala, e che soprattutto o campioni d’Italia abbiano individuato un sostituto all’altezza in attacco.

Dybala, il no all’Inter

La certezza da parte del giocatore e dei bianconeri è il no all’Inter. La Juve non intende cederlo ai nerazzurri e Dybala stesso si sente troppo legato a maglia e tifosi per accettare la corte di una delle dirette concorrenti, la prossima stagione, allo scudetto.

La polemica di Pochettino

La chiusura anticipata all’8 agosto del mercato in Premier League non piace a Pochettino: “È un grosso errore perché non possiamo dare questo vantaggio ai club europei, che hanno 20 giorni in più per agire. Si rischia di creare confusione nelle nostre squadre e, visto che dopo due stagioni che agiamo in questo modo gli altri campionati europei non cambiano il loro modo di operare, dovremmo essere noi a fare un passo indietro”, ha spiegato l’argentino.