Crisi Juventus, Sacchi assolve Pirlo: “Giocatori al capolinea”

ilsalottodelcalcio-juventus-pirlo-andrea-conferenza-atalanta
LaPresse
Tempo di lettura: 2 minuti

SACCHI INTERVISTA JUVENTUS – La Juventus è entrata in una crisi che non ha precedenti almeno nell’ultimo decennio. Intervistato in esclusiva da La Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi ha provato, a modo suo, a fornire delle spiegazioni al difficilissimo momento della squadra bianconera. Assolvendo in sostanza Pirlo dalle responsabilità. Ecco un estratto delle sue parole.

L’intervista a Sacchi: sulla crisi della Juventus

“Nella Juve c’è poca collaborazione, non vedo sinergia, non vedo idee. Si dirà: colpa dell’allenatore. Eh no, così sarebbe troppo facile. La verità è che questi giocatori sono ormai arrivati al capolinea. Un filosofo diceva: se una cosa funziona, cambiala. Già, perché il momento per intervenire e per innovare è proprio quando le cose vanno bene, mica quando ci sono difficoltà. La Juve ha scarse motivazioni, questo è il problema principale. È una squadra con la pancia piena. La motivazione è come la benzina per la macchina. Se non ce l’hai, il motore non si mette in moto. Puoi anche essere seduto su una Ferrari, ma senza il carburante resti fermo. A quel punto meglio avere una Cinquecento con il serbatoio pieno”.

Il giudizio su Pirlo

“Ho imparato una cosa: giudico gli allenatori soltanto a patto di sapere se è stato accontentato sul calciomercato. Mi spiego: Pirlo ha avuto ciò che aveva chiesto, e sono stati ceduti quei giocatori che lui non riteneva funzionali al suo progetto. Solo se si conoscono questi dettagli, si può giudicare il lavoro di un tecnico. La Juve non è più una squadra. Sul piano del gioco, a mio avviso, era discutibile, però aveva una spirito d’acciaio: arrivava attraverso la forza morale là dove altri neppure si sognavano di giungere. Adesso, invece, non c’è più nemmeno lo spirito. A Udine se l’era cavata nel finale, giocando una partita pessima. Però, siccome aveva vinto e Ronaldo aveva fatto una doppietta, tutti a dire “Brava, Juve”. Perché in Italia siamo così: si giudica in base al risultato, non guardando il merito. Una settimana dopo, ecco che la verità salta fuori e il Milan domina. Mi chiedo: ma qual è l’idea di gioco, quale l’idea di squadra? Non ne vedo, e senza le idee non si va da nessuna parte, credetemi. Si spendono tanti soldi, come ha fatto la Juve in questi anni, magari ci s’indebita, però i grandi traguardi, penso alla Champions League, non si raggiungono”.

L’intervista a Sacchi: su Cristiano Ronaldo

“Non è mai un solo giocatore che ti fa vincere, ma in Italia questo concetto non entra nella testa della gente. Il calcio è uno sport di squadra, dunque avere una squadra sarà sempre meglio che avere solo un singolo. Mi sembra un ragionamento tanto semplice, no? E invece qui siamo sempre a chiedere all’Uomo della Provvidenza di risolvere i problemi. Non si può essere così miopi. Ora criticano Pirlo, ma se aveva avuto delle difficoltà uno come Sarri, che di esperienza ne aveva maturata parecchia, come si poteva pensare che un tecnico al primo anno di scuola potesse fare meglio”.