CR7 si racconta: “Ossessionato dal successo. Alla Juve sono contento, avevo bisogno di un progetto così”

ilsalottodelcalcio-juventus-cristiano-ronaldo-esultanza-icc
Foto Getty
Tempo di lettura: 2 minuti

INTERVISTA TVI CRISTIANO RONALDO – Il secondo anno di Cristiano Ronaldo in Serie A sta per cominciare. Il portoghese non vede l’ora di iniziare questa stagione per cercare di vincere altri titoli e aumentare così il suo palmares. In una lunga intervista concessa a TVI, CR7 ha ripercorso le tappe della sua carriera e non solo: “Per diventare un grande calciatore serve lavorare duro, ed è questo che sto cercando di far capire a mio figlio. La gente pensa che tutto sia facile in questa vita. Le case, le macchine, i vestiti…che tutto ciò cada dal cielo. Ma quello che cerco di instillare in mio figlio o quando faccio eventi nelle scuole, è che solo il talento non basta. Con lavoro e dedizione su può ottenere tutto ciò che si vuole“.

Il trasferimento alla Juve

“Non ho bisogno del calcio per vivere bene, sono tranquillo a livello finanziario. Quello di cui ho bisogno sono progetti allettanti e quello della Juve lo è. Mi è sempre piaciuta questa squadra, è la migliore in Italia e fra le migliori al mondo, ha sempre combattuto per imporsi in Europa. E dopo aver vinto in Inghilterra e Spagna, ho vinto anche in Italia e sono felice di essere qui. Tutti vogliono conquistare la Champions, anche noi, ma non dobbiamo viverla come un’ossessione, lasciamo che le cose facciano il loro corso e andiamo passo per passo. E poi bisogna ricordare che i soldi non fanno grandi le squadre. Guardate da quanti anni Barcellona, Bayern o Psg non vincono la Champions”.

Il rapporto con la sconfitta

“Qualche anno fa stavo peggio. Se perdevo, a volte non cenavo, entravo in stanza e ne uscivo il giorno dopo. Con la maturità, ho imparato che la cosa più imortante nella vita non è il calcio. Ovviamente devi essere concentrato, perché è il tuo lavoro, ma puoi anche disconnetterti. Georgina non sa nulla di calcio e ne sono contento. Ragiona come me e mi appaggia nelle scelte, come quella di venire a Torino”.

L’ossessione per il successo

“Ho vinto tanto. E molte volte in cui non ho vinto, ho sentito che era giusto.  Altre volte no. Chi vince, ha sempre ragione e io sono uno dei migliori nel mio lavoro, sono ormai nella storia del calcio. Non è un caso se io e Messi siamo gli unici ad aver vinto cinque Palloni d’Oro. Sono ossessionato dal successo. E’ il mio lavoro, ma se non vinco il mondo non finisce. E ho ancora le motivazioni per cercare di affermarmi ancora, a livello di squadra e individuale, altrimenti avrei già smesso“.

Giocare fino a 40 anni

“Potrei chiudere la carriera il prossimo anno ma potrei giocare anche fino a 40, 41 anni. Non so, quello che dico sempre è che bisogna godersi il momento. Il presente è eccellente e devo godermelo. Credo che nessun giocatore detenga più record di me. Non è stato facile lasciare Madrid. Ho vissuto lì per nove anni, il 60% della mia carriera, ho alzato 17 trofei, era diventato tutto una routine. Ma volevo una sfida diversa e sono molto felice di essere qui”.