Calcioscommesse, prescrizione per Stefano Mauri e Cristiano Doni

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CALCIOSCOMMESSE PRESCRIZIONE– Nel 2011 la procura di Cremona, con l’inchiesta chiamata ‘Last Bet’, portò a galla un intricato sistema di scommesse legate al calcio professionistico: si tratta di quello che successivamente sarà chiamato Scommessopoli. Oggi, a distanza di otto anni, per 26 dei 31 indagati del caso è scattata la prescrizione. Tra questi sono numerosi i nomi noti, tra cui l’ex capitano della Lazio Stefano Mauri, l’ex Atalanta Cristiano Doni e l’ex Chievo Verona Sergio Pellissier. Per i 26, nello specifico, con la prescrizione si è estinta l’accusa di partecipazione ad associazione a delinquere.

Calcioscommesse, non c’è prescrizione per Giuseppe Signori

Per un altro nome noto del calcio italiano, l’ex Lazio e Bologna Giuseppe Signori, la situazione resta ancora aperta. Per il tribunale di Bologna, infatti, restano aperte cinque posizioni in giudizio: si tratta di coloro che sono ritenuti promotori dell’associazione a delinquere. Tuttavia i tempi giudiziari potrebbero essere allungati, in quanto il caso potrebbe nuovamente subire un trasferimento per competenza, già accaduto col passaggio dalla Lombardia all’Emilia Romagna.

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Calcioscommesse, cos’è Scommessopoli?

Lo scandalo noto come Scommessopoli esplose nelle prime battute dell’estate 2011. La procura di Cremona, titolare dell’inchiesta, grazie alle informazioni ottenute dalla società di betting austriaca SKS365 – tra le più attive nella lotta alla manipolazione degli eventi sportivi – riuscì a risalire a numerose personalità coinvolte nel caso. A rimanere coinvolti, in prima battuta, anche due club: l’Alessandria e il Ravenna, ritenute direttamente responsabili di alcuni episodi, furono retrocesse. Nel 2012, con un’inchiesta parallela condotta a Bari, finì agli arresti Andrea Masiello, che dal club pugliese si era trasferito all’Atalanta. Il caso, tra l’altro, coinvolse anche alcuni nomi oggi sulla cresta dell’onda, come altri nomi del calcio, come l’attuale allenatore dell’Inter Antonio Conte. A lui fu comminata una squalifica di 10 mesi – poi ridotta a 4 dal Tnas – per omessa denuncia nel periodo in cui allenò il Siena.