Calciatori che investono nell’arte

calciatori-investono-arte
Tempo di lettura: 3 minuti

CALCIATORI INVESTONO ARTE – I calciatori sono figure che si ritrovano costantemente sotto i riflettori anche quando sono fuori dal campo. I più seguiti sono coloro la cui vita è segnata da sregolatezza e gossip. A molti è nota la passione degli uomini del calcio per auto di lusso e altri oggetti da sballo, ma non altrettanto nota è la passione che molti hanno per l’arte. Da alcuni anni è un campo in cui alcuni calciatori investono notevoli cifre di denaro. 

Cosa ha spinto i calciatori ad investire nell’arte

L’esperta del settore Ivana Porcini, insegnate e gallerista d’arte, curatrice del blog L’Escargot, ha cercato di spiegare quali sono per lei le motivazioni di questo fenomeno. Secondo lei infatti molti calciatori hanno visto nel collezionismo d’arte un buon strumento per combattere gli stereotipi che si abbattono su di loro. L’arte è nell’opinione comune un mezzo che nobilita e accresce l’uomo. Grazie ad Ivana siamo riusciti a trovare degli esempi di alcuni calciatori e delle loro collezioni. 

I calciatori e le opere d’arte in cui investono

Uno degli esempi più conosciuti riguarda l’ex centrale del Milan Alessandro Costacurta, avvicinato all’arte di collezionare da Ariedo Braida, assiduo frequentatore di gallerie d’arte. I nomi da lui inseguiti sono molteplici e pare che vadano dalla Transavanguardia fino ai celeberrimi Andy Warhol e Gino De Dominicis.

Ma anche la punta romanista Marco Borriello, il direttore generale del Torino Antonio Comi hanno affermato di aver effettuato numerosi investimenti in opere d’arte. L’ex centrocampista e poi allenatore Fabio Capello, pare possegga opere della rilevanza di Chagall e Kandinsky, Mondrian e Klee, oltre a diversi pezzi dell’amico Pizzi Cannella.

David Beckham, custodisce opere di Tracey Emin e Sam Taylor-Wood, del miliardario Damien Hirst e dell’incredibile e misterioso Banksy oltre ai temibili Chapman Brothers, impegnati in lavori volutamente inquietanti. Beckham non vanta solo il titolo di collezionista, ma anche di modello. Ha infatti posato per David LaChapelle. 

In alcuni casi la passione per l’arte va oltre il semplice investimento

Di tutto rispetto è la collezione dell’ex calciatore Oscar Damiani, goleador degli anni ’70 il quale ha voluto dare un taglio particolare alla scelte delle opere in cui è entrato in contatto. La sua ricerca si è infatti concentrata su opere che avessero come tratto distintivo il colore rosso. Per dare maggiore risalto alla sua ricerca Damiani addirittura ha appena pubblicato un volume con le sue opere, grazie alla collaborazione della curatrice Angela Faravelli e del giornalista Alberto Cerruti. 

É semplice passione o ci sono degli interessi dietro a questi investimenti?

Oliver Camponovo, analista finanziario ed investitore, appassionato del mondo del collezionismo e dell’arte, ha dato una sua visione del fenomeno. 

“È possibile che diversi tra questi facoltosi calciatori in realtà abbiano iniziato a seguire il mondo dell’arte in primis quale veicolo per diversificare i propri investimenti e tramutando poi questo primo approccio economico in una vera propria passione. L’arte infatti è un asset finanziario molto interessante con caratteristiche di rischio rendimento differenti sia dalle azioni che dalle obbligazioni e che se integrate in un patrimonio finanziario possono ottimizzare i rendimenti nel lungo termine e proteggere dall’inflazione. Di particolare importanza riveste però la selezione degli investimenti e quindi l’art advisor che deve fare gli interessi dei propri clienti più che i propri.”

Dati a sostegno delle parole di Oliver Camponovo

Nell’articolo pubblicato su “Tecnologia e Informatica” si legge: 

“La casa d’aste Sotheby’s ha raggiunto nei primi 7 mesi dell’anno un volume di fatturato pari a $2,5 miliardi, grazie ad oltre 250 aste che hanno registrato un tasso medio di venduto dell’80%. […] Una tendenza questa che anche alcuni artisti del nostro territorio hanno intrapreso con successo.”

Queste parole danno credito alla teoria di Oliver Camponovo e denotano come molti vedano nell’arte non solo una passione, ma proprio un vero e proprio potenziale di investimento. Per i calciatori quindi il collezionismo di opere d’arte potrebbe assumere questa ambivalenza. Da una parte vi si avvicinano per cercare di associarsi ad una realtà lontana da loro che può dare una luce diversa alla loro immagine; dall’altra vi trovano anche una notevole fonte di guadagno.