Belotti: “La fascia di capitano è un orgoglio, il Torino può ridarmi l’Azzurro”

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BELOTTI TORINO – Siamo solo a fine luglio ma la stagione del Torino è già cominciata. La squadra di Mazzarri ha disputato la gara di andata del turno preliminare di Europa League contro il Debrecen. La vittoria per 3 a 0 ha reso più agevole (almeno sulla carta) la partita di ritorno, prevista per giovedì 1 agosto. A 48 ore dal match, Andrea Belotti, capitano del Torino, ha parlato di obiettivi personali e stagionali a margine di un evento tenuto dalla società granata con gli sponsor.

Belotti: “Il Torino è una grande famiglia”

“Spero che il Torino sia sempre più compatto e unito in modo che gli avversari che ci troveremo di fronte lo sappiano. L’atmosfera quando ci alleniamo e giochiamo non è quella di una squadra di calcio ma di una famiglia. Spesso ci vediamo anche fuori dal campo per mangiare a cena. Ora non ci resta che arrivare ai gironi per coronare il sogno comune: battersi anche in Europa”.

Belotti: “Giocare in Europa è un sogno che si realizza”

“Esordio con gol in Europa? Una soddisfazione grandissima. Si tratta della mia prima competizione europea per club. Per me raggiungere l’Europa è un sogno. Non a caso mi sono ridotto le vacanze per arrivare il più pronto possibile. Ora vogliamo arrivare ai gironi e giocarci qualcosa di importante. Il Torino può portarmi in azzurro per l’Europeo. Io ho sempre pensato che per raggiungere la Nazionale si passa dalle prestazioni con il club. Personalmente devo dimostrare il mio valore in campo. La Nazionale sappiamo tutti che rappresenta qualcosa di unico. C’è la possibilità di giocarsi un Europeo e penso che abbia ancora più valore visto che per il mondo il fatto che non abbiamo partecipato al Mondiale è stato qualcosa di drammatico”.

Belotti: “Essere il capitano del Torino mi riempie d’orgoglio”

“La fascia di capitano è un orgoglio perché è il simbolo della fiducia e del rispetto che i miei compagni portano nei miei confronti. Questo per me è un valore molto importante, è un valore umano. Il fatto di portarla mi responsabilizza di più, fa sì che quando io scendo in campo debba rappresentare tutti i miei compagni perché sono il loro punto di riferimento. Io devo dimostrare di esserlo in campo e anche fuori. Ogni giorno che passa voglio rivestire il ruolo di esempio per i compagni soddisfacendo le aspettative che vengono riposte in me, finché ne avrò la possibilità. Ho ancora un contratto lungo quindi c’è tempo per farlo”.