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BOATENG FIORENTINA INTERVISTA – L’attaccante della FiorentinaKevin Prince Boateng, è stato intervistato da La Repubblica. Molti i temi affrontati dal giocatore: dai rimpianti della sua vita alle parole su Federico Chiesa e il razzismo nel calcio.

Fiorentina, l’intervista a Boateng: il rimpianto della sua vita

“Torno indietro e dico: non ho preso il calcio come un lavoro. Ero una testa di c…o. Se lo avessi preso seriamente, avrei potuto giocare nel Barcellona o nel Real Madrid. Avevo soldi, ero il re del quartiere. Non facevo palestra, non ci sono andato mai. Questo ti cambia la carriera dopo. Ho comprato tre macchine in un giorno quando ero al Tottenham: Lamborghini, Hammer e Cadillac. Eppure ai giovani dico: non puoi comprare la felicità. Io non giocavo, avevo problemi familiari, ero fuori rosa. Cercavo la felicità nelle cose materiali: la macchina ti fa felice una settimana. Ne ho comprate tre per essere felice tre settimane”.

Boateng e la Nazionale

“Tanti mi dicevano che non avrei trovato spazio nella Germania. Ma non ho fatto questa scelta per quel motivo. So esattamente chi ero nel 2010: nessuno era più forte di me. Avevo una testa diversa, io dico quello che penso, non assecondo gli allenatori, cerco il confronto. In Germania vogliono più disciplina e meno qualità. Hanno vinto il Mondiale, non gli si può dire niente. Io sono andato in cerca delle mie origini. E ho guadagnato una cosa molto più importante: sapere chi sono, da dove vengo”.

Chiesa, il parere dell’attaccante viola

“Ha capito che rimane qua. È giovane, lo capisco: ci sono tante voci di grandi squadre e puoi risentirne, ma lui deve fare benissimo qui, è molto forte e vuole l’Europeo. Lo vedo tranquillo. Se non lo è, lo metto a posto io”.

Una pensiero sul razzismo

“Penso al bambino di tre anni preso a calci a Cosenza per il colore della sua pelle, è l’episodio che mi fa più male. I cori allo stadio vogliono ricordarci quando i nostri nonni erano schiavi. Ma chi fa quei cori, prima che razzista, è un ignorante. E l’ignoranza va abolita. A scuola, introduciamo un’ora di integrazione: dobbiamo ripetere ai bambini che siamo tutti uguali. Loro sono il nostro futuro”.

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