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EDITORIALE ENRICO MAIDA – Il caro collega Franco Ordine, ospite del salotto televisivo che presenta come guest star la signora Wanda Nara, si è lanciato in un’accalorata requisitoria contro il Var. Il pretesto era offerto dall’annullamento del gol di Ronaldo a Parma, un fuorigioco millimetrico che nessun occhio umano avrebbe mai potuto cogliere. “Non si può cancellare un gol così, questa è la strada per uccidere il calcio”. Non me me ne voglia, il caro collega, ma la sua requisitoria mi ha fatto venire in mente la famosa storiella della signora che non è incinta, ma soltanto un po’. Cos’ha di diverso il fuorigioco di Ronaldo dall’ace di Federer che l’occhio di falco stampa nel corridoio la decisione del giudice di linea? Dice: ma se non ci fosse la tecnologia nessun guardalinee avrebbe mai sbandierato e nessuno avrebbe protestato. Anche in questo caso la mia replica chiama in causa la storia: il gol di Turone alla Juve, che probabilmente avrebbe portato lo scudetto alla Roma, fu annullato ingiustamente: questione di centimetri, ironizzò l’ingegner Viola prima di ricevere da Boniperti un righello in omaggio a mo’ di sberleffo.

Il fuorigioco è un dato oggettivo come il gol non gol, che in assenza della tecnologia regalò addirittura un titolo mondiale all’Inghilterra nella finale di Wembley del 1966 con la Germania. Altra questione i rigori che continuano a provocare discussioni. La simulazione di Mertens a Firenze non è stata punita senza alcuna ragione logica. Ma la gente si chiede soprattutto: perché l’arbitro non è andato a rivedere l’azione incriminata come ha fatto in occasione del rigore assegnato alla Fiorentina? Non so trovare una risposta, ma mi tengo il Var e la signora incinta (che naturalmente non ha nulla a che vedere con la solida Juve di Parma).

Enrico Maida

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